venerdì 21 marzo 2014

QUELLA VOLTA CHE FREUD SI SPAVENTO' DAVVERO




Entrata di Hitler a Vienna
1891: la famiglia Freud si trasferisce in Berggasse 19, Vienna, appartamento numero 5. Qui c'è anche lo studio dove il dottore riceve i suoi pazienti.
1908: Sigmund Freud trasferisce il suo studio di consultazione al numero 6. Tutto resterà invariato sino al 1938.
15 MARZO 1938: tre giorni dopo l'occupazione dell'Austria, Hitler entra a Vienna. Alcuni uomini del partito nazionalsocialista tedesco fanno irruzione in casa Freud, accontentandosi poi di una somma di denaro.
22 MARZO 1938: la gestapo ferma Anna, figlia di Sigmund .

Anna Freud
Il dottore decide di lasciare Vienna.
La comunità scientifica internazionale si mette in moto per salvare il padre della psicoanalisi e la sua famiglia. Con molta fatica viene ottenuto un permesso di espatrio verso la Gran Bretagna.

MAGGIO 1938: grazie allo psicoanalista Aichhorn, Sigmund conosce Edmund Engelmann.
Ora vi starete chiedendo: ma chi è Edmund Engelmann?

In quegli anni Engelmann è uno stimato fotografo professionista. E' proprio a lui che lo psicoanalista August  Aichhorn chiede d' immortalare stanze, oggetti e persone al numero 19 della Berggasse: casa e studio del Dott. Freud.
Da quelle foto è nato un libro:

"E. Edmund - Berggasse, 19.Lo studio e la casa di Sigmund Freud. Vienna 1938".

Dall'introduzione di Edmund Engelmann:
"Ancora ricordo come fossi emozionato e timoroso in quell'umido mattino di maggio del 1938, mentre camminavo per le strade deserte verso il numero 19 della Berggasse. Reggevo una valigetta con macchine fotografiche, treppiedi, obiettivi e pellicole, e mi sembrava che a ogni passo divenisse sempre più pesante. Avevo la sensazione che a chiunque sarebbe bastata un'occhiata per capire che mi stavo recando dal professor Sigmund Freud per svolgere un compito che i nazionalsocialisti non avrebbero gradito. Aveva appena finito di piovere. Il cielo era ancora cupo e il lastricato della Berggasse luccicava per la pioggia caduta. Quell'oscurità mi preoccupava. Temevo che non ci sarebbe stata luce sufficiente per scattare buone fotografie all'interno dell'abitazione. Flash e riflettori erano fuori questione. Mi avevano avvertito che la casa era costantemente sorvegliata dalla Gestapo. L'unica documentazione del luogo in cui Freud aveva vissuto e lavorato negli ultimi quarant'anni avrebbe dovuto essere raccolta senza destare il minimo sospetto. Temevo per la mia incolumità e per quella di Freud e della sua famiglia. Non volevo nel modo più assoluto che una mia imprudenza li mettesse in pericolo proprio ora che erano in procinto di lasciare Vienna verso la salvezza."  


Engelmann inoltre non voleva disturbare e turbare ulteriormente con le sue foto l'ottantenne malato dott. Freud. Studiò quindi con cura gli spostamenti del professore, le sue abitudini e la planimetria della casa, in modo da scattare le foto senza che lo stesso se ne accorgesse.
Engelmann per tre giorni fotografò : la facciata della casa, la rampa di scale nell'androne, la porta d'ingresso dello studio, l'anticamera, la sala d'attesa dove si riuniva il famoso "Gruppo del mercoledì sera", la sala di consultazione con il celeberrimo divano, lo studio, le sale piene di oggetti antichi della collezione privata, le stanze dove abitava con i familiari, i membri della famiglia...
Ma in terzo giorno ecco che il professore modificò inaspettatamente (?) le consolidate abitudini: tornò lentamente nel suo studio proprio mentre il fotografo era intento a ritrarne degli scatti.
Che maschera di terrore salì al suo viso proprio mentre si trovò di fronte all'obbiettivo fotografico! Non dobbiamo dimenticare che Sigmund era un ebreo in procinto di fuggire da un paese nazista.
Chi era quella persona che stavo fotografando i suoi amati luoghi? Che cosa voleva?
A placare tutte le sue ipotesi più nefaste fu l'arrivo del suo amico e collega Aichhorn che spiegò all'ottantenne spaventato cosa stava accadendo nella sua casa.

Durante i suoi ultimi giorni a Vienna Sigmund aiutò il fotografo nel suo lavoro ed inoltre mostrò per il suo operato una grande stima.
4 GIUGNO 1938: Sigmund lascia Vienna alla volta di Londra.
16 NOVEMBRE 1938: Sigmund  è a Londra e scrive:
"Dopo settantotto anni di duro lavoro ho dovuto lasciare la mia patria, ho visto dissolvere la società scientifica da me fondata, distrutti i nostri istituti, confiscata la casa editrice dagli invasori, sequestrati o mandati al macero i libri da me pubblicati, i miei figli esclusi dalle loro professioni ... mi viene in mente un vecchio proverbio francese  - il rumore è per il fatuo, la pena è per lo sciocco: l'uomo onesto tradito se ne va senza pronunciare parola."

23 SETTEMBRE 1939: a 83 anni Sigmund muore.

In seguito Engelmann, anche lui ebreo, sarà costretto a fuggire in America. Alla fine della guerra ritornerà in Austria per cercare i suoi preziosi negativi affidati ad Aichhorn prima della partenza. Scoprirà così questi sono arrivati fino a Londra e che per fortuna sono in mano di Anna Freud. 

A link http://vimeo.com/52709170  trovate un video installazione con le foto di Engelmann commissionato per un progetto dal "Sigmund Freud Museum" di Vienna.  

Potete vedere altre foto visitando il sito del Museo che ora si trova in Berggasse, 19 Vienna. http://www.freud-museum.at/cms/


Ci sono altri due Musei di Freud, uno a Vienna e l'altro a Pribor, nella Repubblica Ceca


 

 

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